| Direttiva
Compatibilità Elettromagnetica (89/336 CEE)
La compatibilità elettromagnetica, è ormai noto a tutte le
aziende, è un argomento fondamentale per ottenere il marchio CE, vero e proprio
lasciapassare per ogni tipo di macchina all'interno dei confini comunitari. La direttiva
comunitaria 89/336 CEE "EMC" del Consiglio dell'Unione Europea,
entrata in vigore il 1/1/96, ha determinato i requisiti e le relative modalità di
controllo per quanto riguarda gli apparecchi che possono creare perturbazioni
elettromagnetiche o il cui funzionamento può essere interessato da tali perturbazioni.
Questo fenomeno sta avendo un notevole impatto sul mondo industriale perchè riguarda
tutti gli apparecchi elettrici ed elettronici, gli impianti e le installazioni che possono
creare perturbazioni elettromagnetiche tali da disturbare il funzionamento di altre
apparecchiature.
Le aziende sono costrette, per poter immettere sul mercato nuovi prodotti, ad eseguire dei
test sulle nuove apparecchiatura prodotte verificando che non siano fonte di disturbi
elettromagnetici verso la rete elettrica di alimentazione o nell'ambiente.
E' stato ampiamente dimostrato che i problemi di compatibiltà
devono essere affrontati all'atto della progettazione e non a posteriori. E' infinitamente
molto più conveniente il controllo della nascita delle interferenze che non dover
ricorrere a pratiche abortive successive.
Questo rende necessario avere "in casa" un sistema a basso costo che permetta il
controllo e l'indagine particolareggiata di tutte le problematiche relative al progetto al
fine di poter poi eseguire un test finale in camera anecoica presso un centro accreditato.
EMISSIONI CONDOTTE
Queste norme definiscono i limiti massimi di
radiodisturbo concessi, prodotti dalle apparecchiature in prova sulle linee di
alimentazione. La misura viene eseguita collegando l'EUT all'analizzatore di spettro
tramite una LISN e verificando che le emissioni siano inferiori a quelle definite dalla
norma nel campo di frequenza 150KHz - 30MHz. |
EN
55011 |
Apparecchi industriali |
EN
55014 |
Apparecchi elettrodomestici |
EN
55015 |
Apparecchi per l'illuminazione |
EN
55022 |
Apparecchi per tecnologia
dell'informazione |
EMISSIONI
IRRADIATE
Queste norme definiscono i limiti massimi di
radiodisturbo concessi, prodotti dalle apparecchiature in prova sulle linee di
alimentazione. La misura viene eseguita verificando che le emissioni siano inferiori a
quelle definite dalla norma nel campo di frequenza 30MHz - 1GHz. |
EN 55011
|
Apparecchi industriali |
EN 55014
|
Apparecchi elettrodomestici |
EN 55015
|
Apparecchi per l'illuminazione |
EN 55022
|
Apparecchi per tecnologia dell'informazione |
Perchè conviene la
Preconformità

Avere un laboratorio interno all'azienda con apparecchiature a basso costo, permette il
controllo e l'indagine particolareggiata di tutte le problematiche di compatibilità
all'atto della progettazione e non a posteriori. E' infinitamente molto più conveniente
il controllo della nascita delle interferenze che non dover ricorrere a pratiche abortive
successive.
Eseguire prove di compatibilità elettromagnetica in regime di conformità significa
utilizzare apparecchiature e siti di prova con caratteristiche tecniche uguali o migliori
di quelle definite negli standard IEC, CEI e CENELEC. I
test vanno inoltre eseguiti attenendosi alle procedure definite in tali normative.
Questo modo di procedere è senz'altro ottimale dal punto di vista della qualità della
misura e della ripetibilità dei risultati; il costo connesso alla realizzazione di un
laboratorio EMC conforme è tale però da rendere consigliabile un tale approccio solo a
fronte di un suo utilizzo quasi continuo. Per le piccole e medie imprese può essere
proficuo quindi seguire la strada delle preconformità, intendendo con questo termine una
serie di misure che, pur non essendo a norme, danno comunque un'ottima indicazione sul
comportamento del sistema dal punto di vista della compatibilità elettromagnetica.
I casi in cui è tipicamente utile avvalersi di prove di preconformità sono quelli di
controllo in fase di sviluppo ed ingegnerizzazione, di messa a punto delle caratteristiche
EMC prima della prova in un laboratorio conforme (esterno) e di controllo statistico della
produzione. In realtà il termine "preconformità" può essere riduttivo ed in
un certo senso fuorviante; il suffisso "pre" sembrerebbe riferirsi al fatto che
prima dovrebbero essere eseguiti test di questo tipo, e successivamente test di piena
conformità per ottenere la certificazione.
In realtà questo iter non è più necessario in Europa, perchè i produttori possono
ricorrere all'autocertificazione. Il termine "preconformità" è quindi da
intendersi nella sua accezione più ampia, e verrà utilizzato anche se non verranno
eseguiti ulteriori test; a rigore, le relative apparecchiature potrebbero essere
classificate quindi "apparecchiatura per l'autocertificazione", sebbene la
legislazione attuale non contempli una tale definizione.
L'acquisto di strumentazione di preconformità va valutato alla luce dell'utilizzo che se
ne intende fare, e dal risparmio che si consegue rispetto all'acquisto della
corrispondente strumentazione a norme. In linea di massima, non è conveniente dotarsi di
apparecchiatura di preconformità per le prove di esecuzione più semplice, come ad
esempio quelle secondo le IEC1000-4-2, 1000-4-4, 1000-4-5, 1000-4-6 e 1000-4-8,
poichè la differenza di costo non è eccessiva. Può essere invece conveniente dotarsi di
strumentazione precompliance quando si devono eseguire misure di emissioni condotte ed
irradiate, e di immunità radiata. In questo caso gli alti costi relativi all'acquisto del
ricevitore EMI (e relativi accessori) e all'allestimento del sito possono essere
significativamente abbattuti con una scelta oculata di una soluzione precompliance.
Un sistema di preconformità per le emissioni (EMI) condotte e radiate deve essere
composto da un analizzatore di spettro, che copra le bande relative alle emissioni
condotte e radiate, dal set di trasduttori relativi (antenne, LISN) e da sonde di campo
vicino "sniffer probe", utili per localizzare le sorgenti "spot" del
campo irradiato.
Il sistema HAMEG "Spectrum Analyzer System"
composto da analizzatore di spettro da 100KHz a 1GHz, scheda interfaccia e software di
acquisizione dati, L.I.S.N. 16A monofase o a richiesta 32A trifase, limitatore di
transienti e set di antenne "sniffer probe per misure radiate di campo elettrico e
campo magnetico e quanto di meglio si possa trovare attualmente sul mercato per eseguire a
basso prezzo misure di emissione elettromagnetica radiata da 30MHz a 1GHz e misure di
emissione condotta da 100KHz a 30MHz.
 
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