Perchè conviene un sistema di preconformità

 

Sulla compatibilità elettromagnetica molte aziende hanno imparato a "far da sè" con le misure di preconformità.

Dal 1996 è entrata in vigore, nel nostro Paese, la direttiva 89/336/CEE sulla compatibilità elettromagnetica. In data 9/11/2007 è stato pubblicato il Decreto legislativo del 6 novembre 2007 n.194 di attuazione della direttiva 2004/108/CE concernente il riavvicinamento  delle legislazioni degli Stati membri relative alla compatibilità elettromagnetica e che abroga la direttiva 89/336/CEE. Dalla gran confusione seguita alla sua introduzione, generata dalla scarsità di informazioni e servizi, ora la situazione si sta stabilizzando dato che sono sempre più numerosi i laboratori per misure EMC, e di conseguenza si sono snellite le lunghe file di attesa per l'esecuzione delle prove.
La possibilità poi di fare autocertificazione da parte dei costruttori, ha offerto notevoli vantaggi consentendo di sveltire l'iter burocratico che porta all'apposizione del marchio CE.
Il produttore che volesse oggi immettere sul mercato europeo i prodotti oggetto della direttiva ha due soluzioni a disposizione, per dimostrare la conformità delle sue apparecchiature ai requisiti EMC.

 



"Presunzione di conformità": se il produttore decide di applicare nella progettazione e produzione dei propri prodotti le norme armonizzate, le eventuali prove previste dalle stesse norme possono essere eseguite da un qualsiasi laboratorio interno o esterno all'azienda. Il costruttore stesso può quindi redigere autonomamente, in regime di autocertificazione, una dichiarazione CE di conformità, che dovrà essere tenuta a disposizione delle autorità competenti per un periodo di dieci anni dalla data di immissione sul mercato dell'ultimo esemplare della produzione. In mancanza di norme specifiche di prodotto, si possono utilizzare le norme generiche armonizzate.

"Ente competente": se il costruttore decide di non applicare le norme armonizzate, deve innanzitutto preparare un fascicolo tecnico, in cui descrive l'apparecchio e illustra le strategie adottate per garantirne la conformità ai requisiti della direttiva. Deve poi rivolgersi ad un ente competente, ossia ad un laboratorio autorizzato e riconosciuto dalle autorità competenti nazionali in materia di EMC, e il cui nominativo sia stato pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale della Repubblica Italiana. L'ente competente rilascia una relazione tecnica o un certificato di conformità che il produttore deve allegare al fascicolo tecnico. L'ente competente può decidere a sua discrezione se effettuare prove EMC sul prodotto, o se attestare la conformità senza effettuare misure, basandosi solo sull'analisi del fascicolo tecnico che accompagna il prodotto stesso.

Volendo perseguire la strada della "Presunzione di conformità", è necessario valutare se utilizzare sempre ed esclusivamente un laboratorio EMC esterno o attrezzarsi con un proprio laboratorio interno per misure di preconformità.

 

Perchè conviene la Preconformità

Avere un laboratorio interno all'azienda con apparecchiature a basso costo, permette il controllo e l'indagine particolareggiata di tutte le problematiche di compatibilità all'atto della progettazione e non a posteriori. E' infinitamente molto più conveniente il controllo della nascita delle interferenze che non dover ricorrere a pratiche abortive successive.
Eseguire prove di compatibilità elettromagnetica in regime di conformità significa utilizzare apparecchiature e siti di prova con caratteristiche tecniche uguali o migliori di quelle definite negli standard IEC, CEI e CENELEC. I test vanno inoltre eseguiti attenendosi alle procedure definite in tali normative.
Questo modo di procedere è senz'altro ottimale dal punto di vista della qualità della misura e della ripetibilità dei risultati; il costo connesso alla realizzazione di un laboratorio EMC conforme è tale però da rendere consigliabile un tale approccio solo a fronte di un suo utilizzo quasi continuo. Per le piccole e medie imprese può essere proficuo quindi seguire la strada delle preconformità, intendendo con questo termine una serie di misure che, pur non essendo a norme, danno comunque un'ottima indicazione sul comportamento del sistema dal punto di vista della compatibilità elettromagnetica.
I casi in cui è tipicamente utile avvalersi di prove di preconformità sono quelli di controllo in fase di sviluppo ed ingegnerizzazione, di messa a punto delle caratteristiche EMC prima della prova in un laboratorio conforme (esterno) e di controllo statistico della produzione. In realtà il termine "preconformità" può essere riduttivo ed in un certo senso fuorviante; il suffisso "pre" sembrerebbe riferirsi al fatto che prima dovrebbero essere eseguiti test di questo tipo, e successivamente test di piena conformità per ottenere la certificazione.
In realtà questo iter non è più necessario in Europa, perchè i produttori possono ricorrere all'autocertificazione. Il termine "preconformità" è quindi da intendersi nella sua accezione più ampia, e verrà utilizzato anche se non verranno eseguiti ulteriori test; a rigore, le relative apparecchiature potrebbero essere classificate quindi "apparecchiatura per l'autocertificazione", sebbene la legislazione attuale non contempli una tale definizione.
L'acquisto di strumentazione di preconformità va valutato alla luce dell'utilizzo che se ne intende fare, e dal risparmio che si consegue rispetto all'acquisto della corrispondente strumentazione a norme. In linea di massima, non è conveniente dotarsi di apparecchiatura di preconformità per le prove di esecuzione più semplice, come ad esempio quelle secondo le IEC1000-4-2, 1000-4-4, 1000-4-5, 1000-4-6 e 1000-4-8, poichè la differenza di costo non è eccessiva. Può essere invece conveniente dotarsi di strumentazione precompliance quando si devono eseguire misure di emissioni condotte ed irradiate, e di immunità radiata. In questo caso gli alti costi relativi all'acquisto del ricevitore EMI (e relativi accessori) e all'allestimento del sito possono essere significativamente abbattuti con una scelta oculata di una soluzione precompliance.
Un sistema di preconformità per le emissioni (EMI) condotte e radiate deve essere composto da un analizzatore di spettro, che copra le bande relative alle emissioni condotte e radiate, dal set di trasduttori relativi (antenne, LISN) e da sonde di campo vicino "sniffer probe", utili per localizzare le sorgenti "spot" del campo irradiato.


Il sistema HAMEG "Spectrum Analyzer System" composto da analizzatore di spettro da 150KHz a 1GHz, scheda interfaccia e software di acquisizione dati, L.I.S.N. 16A monofase o a richiesta 5A e 25A trifase, limitatore di transienti e set di antenne "sniffer probe per misure radiate di campo elettrico e campo magnetico e quanto di meglio si possa trovare attualmente sul mercato per eseguire a basso prezzo misure di emissione elettromagnetica radiata da 30MHz a 1GHz e misure di emissione condotta da 150KHz a 30MHz.


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